IL LIBRO

2 agosto 1980. Una bomba esplode alla Stazione di Bologna, provocando una vera e propria strage. Enzo Raisi (allora giovane del M.S.I.) in partenza per le vacanze si salva per pochi attimi.
2005. Enzo Raisi divenuto nel frattempo Deputato della Repubblica, membro della commissione Mitrokhin, indaga sui documenti provenienti dagli archivi degli ex paesi dell’est e scopre nuovi elementi che raccontano una versione molto diversa da quella
conosciuta fino ad oggi.

Un libro-inchiesta in cui vicende pubbliche e private si intrecciano alla ricerca della verità fino ad oggi non emersa.

Una pubblicazione che contiene per la prima volta un CD con tutti i documenti della commissione Mitrokin legati alla terribile strage di Bologna del 2 Agosto 1980.

      CI DICE L’AUTORE

“Volevo lasciare una testimonianza storica di un evento tragico, chiarire alcuni fatti che sono stati spesso distorti dai soliti negazionisti..”

Un Libro che analizza senza filtri un evento storico tragico che segnò la vita di una Città, Bologna e di tutto il nostro Paese. 

Ho rinunciato ai diritti d’autore per due motivi. In primo luogo perché buona parte dei documenti prodotti sono frutto del mio lavoro di parlamentare e per questo sono già pagato. Il secondo motivo e’ l’accordo fatto con l’editore che i soldi risparmiati dai diritti d’autore li investirà nella distribuzione per ottenere la massima diffusione di un libro che ha unobbiettivo ben preciso: raccontare la verità su uno degli episodi oscuri della nostra Repubblica”

“Non sono abituato a dare lezioni a nessuno, posso però dire che tutta questa storia mi ha insegnato due cose: la prima è che bisogna studiare bene i fatti prima di parlare a qualsiasi titolo in modo particolare quando si parla di temi delicati come questo, soprattutto se si vuol essere credibili; il secondo che nella vita non ci si deve fermare mai, mai, soprattutto quando si crede di fare una cosa giusta. E questa era una cosa giusta”

“Infine allegato al libro il lettore troverà molti importantissimi documenti, a cominciare dalla relazione della commissione Mitrokhin nella parte relativa alla strage di Bologna. Molti di questi documenti sarebbero secretati e l’ho scoperto quando, recandomi all’archivio storico del Senato dove sono conservati, mi hanno impedito di poterli rileggere, nonostante io fossi stato componente della commissione Mitrokhin e all’epoca li avessi letti. Ho trovato la cosa scandalosa, figlia della cultura di un Paese che ha paura di fare i conti con la propria storia e allora come atto di disobbedienza civile, avendoli in copia e sapendo che peraltro erano già stati pubblicati in alcuni siti della rete, ho pensato che fosse giusto riproporli in questa occasione. Per il lettore sarà una occasione unica di verificare la verità sul 2 agosto 1980 attraverso documenti ufficiali italiani e stranieri. Di farsi da solo un’idea su quanto realmente accaduto, su fatti che se non supportati da documenti ufficiali appaiono incredibili, non reali e invece purtroppo sono accaduti. Impensabile per un Paese che dal 1945 ha adottato un sistema democratico Quei documenti non fanno onore a una parte almeno delle nostre istituzioni a cominciare da una parte del sistema giudiziario a quello politico: sono un vero e proprio macigno che sicuramente farà discutere, ma la democrazia è prima di tutto trasparenza. E io credo nella democrazia e nella trasparenza”

“Ho fatto la scelta inusuale di alternare capitoli di vita privata a capitoli in cui illustro i fatti e i documenti: una scelta forse ardita, ma che spero paghi in termini di comprensione da parte del lettore”

Ho incluso tre interviste. La prima è al magistrato Rosario Priore, persona che ho apprezzato molto per il lavoro che ha svolto nella lotta al terrorismo, per la sua capacità di inquadrare gli eventi terroristici nel loro corretto quadro internazionale. Le analisi che compie nella sua breve intervista sono una testimonianza molto importante.
La seconda è al collega Giuseppe Cossiga, un caro amico attraverso il quale ho avuto la possibilità di incontrare in due occasioni conviviali suo padre, il Presidente Francesco Cossiga, una persona di cui serbo uno splendido ricordo e che mi diede importanti conferme su ciò che accadde il 2 agosto 1980 a Bologna. Nelle sue dichiarazioni Giuseppe sostanzialmente conferma le tesi che suo padre dichiarò anche a me direttamente, aggiungendo un passaggio chiave a cui non avevo mai fatto caso. Suo padre parlò sempre di trasporto palestinese di una bomba, non di semplice esplosivo. Un dettaglio che fa la differenza come si capirà dalla lettura del libro.
La terza intervista è al mio amico Alessandro Pellegrini, ottimo penalista bolognese che ha seguito in diverse città d’Italia i tanti processi di stragi che hanno insanguinato il nostro Paese.”

Volevo anche spiegare ai giovani che non hanno vissuto gli anni settanta e ottanta, quelli dello scontro generazionale, che cosa significasse per un giovane di destra militare a Bologna e vivere quella tragedia.”

Volevo lasciare una testimonianza storica di un evento tragico, chiarire alcuni fatti che sono stati spesso distorti dai soliti negazionisti che pervicacemente negano ogni verità aldilà di quella giudiziaria.”

Le motivazioni che mi hanno indotto a scrivere questo libro sono tante. In primo luogo il desiderio di terminare un lavoro iniziato tanti anni fa, quando incominciai a studiare il processo della strage del 2 agosto 1980 e successivamente quando ho lavorato alla nuova pista che emerse durante l’attività della commissione Mitrokhin. Un lavoro che avevo incominciato per senso di giustizia e anche per quello che ha significato per un giovane di destra di Bologna, sul piano umano e politico, quella maledetta strage”

Il libro e’ anche una denuncia pubblica sulla trattativa Stato italiano/ organizzazioni terroristiche palestinesi e Br su cui nessun magistrato ha mai avuto il coraggio di indagare. Ben 5 segreti di Stato coprono questa trattativa”

 ENZO RAISI

 

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